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domenica 30 ottobre 2011

Assurdo picchiato perchè sfamava i gatti...

La Spezia. Sfamare i gatti del palazzo può costare le ire di vicini e coinquilini, lo sa bene uno spezzino di 35 anni che è stato minacciato e picchiato con l'accusa di fornire cibo, oltre ai gatti, anche a topi e animali molesti.
Tutto è accaduto ieri mattina in Via Galvani, a Valdellora, quando la Polizia ha ricevuto la segnalazione di una rissa in corso nel cortile di una palazzina. All'arrivo della pattuglia si è generato il panico, con un fuggi fuggi generale che ha lasciato da solo, nel mezzo del cortile, proprio l'autore della segnalazione. L'uomo con visibili segni di violenza al volto, ha raccontato di essere stato fermato, mentre usciva di casa per recarsi al lavoro, da due inquilini del palazzo che lo hanno aggredito con pugni spintonandolo fino alla ringhiera. Un episodio che l'uomo non definisce isolato, dal momento che gli sono state fatte anche minacce di morte. La causa della lite furiosa: l'abitudine dell'uomo a lasciare sul pianerottolo il cibo per i gatti, un facile richiamo anche per i topi

lunedì 17 ottobre 2011

giovedì 29 settembre 2011

killer dei gatti...spero lo acciuffino!

Genova - Il miagolio si sente tutti i giorni, nonostante il caos delle macchine sul Bisagno. Signore che portano da mangiare ai gatti di strada ci sono, ma a qualcuno evidentemente danno fastidio. E allora un giorno, venerdì l’ultimo caso, quel miagolio smette perché il gattino in questione è morto, con il ventre gonfio, e un sospetto che corre di bocca in bocca, arriva sino alla Asl e alle guardie zoofile: avvelenato, come gli altri tre trovati nelle ultime settimane tra corso Galliera e le tante traverse, a Marassi.

Qualcuno che sparge bocconi avvelenati? Oppure esche troppo accessibili anche alle grinfie dei quattro zampe? Questione aperta ma che va chiarita al più presto.
Perché qualche cosa sta accadendo lungo il torrente. E stanno cercando di capirlo le guardie zoofile del nucleo coordinato da Gian Lorenzo Termanini: «Di segnalazioni ne riceviamo molte, non solo da Marassi. Tutto sta però a capire se ci siano riscontri sulla presenza di veleno all’interno del corpo del gatto. A quel punto possono scattare indagini anche da parte delle forze dell’ordine». Ma al di là della constatazione del medico, serve un certificato scritto per richiedere una sorta di “autopsia”, oppure pagare una cifra che si aggira sui 150 euro. Tanto e non in molti si prendono la briga di chiedere un servizio tanto costoso.
Venerdì mattina l’ultimo caso in via Bonifacio, nel parcheggio sotto il livello della strada, sul retro del civico 22 di corso Galliera. «Di quella gatta se ne occupavano in tanti ma, dopo che le avevano dato da mangiare, portavano tutto via, cercavano di tenere tutto pulito - spiega una commerciante - Quella mattina una signora del condominio si affaccia, vede la gattina sdraiata, ma pensa che stia prendendo il sole. Invece era morta».
Bart commenta : "Sono esterrefatto...ma come si può arrivare a tanto? spero il killer venga arrestato al più presto e che non vengano uccisi nel frattempo altri mici o cagnolini innocenti..."

sabato 24 settembre 2011

Tg Bagheera - Buone notizie sui gatti .)

Miaoo sono la vostra piccola Bagheera, voglio trasmettervi questa notizia anche se è del sei settembre perchè mi commuovo sempre quanto mamma France nel leggere notizie così belle e volevo condividerla con tutti voi ^..^

Carabinieri salvano cinque gattini chiusi in auto rubata

A Palermo dopo una segnalazione

(ANSA) - PALERMO, 6 SET - I carabinieri hanno salvato cinque gattini, intervenendo dopo la segnalazione di un passante che, in via Lincoln a Palermo, aveva notato un'auto dalla quale provenivano dei miagolii. I militari hanno appurato che l'auto era stata rubata a giugno. Nel corso dell'ispezione sono stati scoperti cinque gattini meticci, nati da circa una settimana, che hanno miracolosamente resistito al gran caldo degli ultimi giorni. La vettura, infatti, era parcheggiata con finestrini e portiere chiuse. I gattini dopo la visita del veterinario, sono stati consegnati ai volontari dell'ente difesa gatti. (ANSA).

venerdì 23 settembre 2011

poteri dei nostri amici...

Possedete un animale domestico a cui siete molto affezionati ? Un cane o un gatto che sono i vostri beniamini di casa ?  Avete mai riscontrato nei loro atteggiamenti qualcosa di insolito e di inspiegabile, come ad esempio il fatto di prevedere quando il padrone tornerà in casa ?
E' una cosa che capita spesso di osservare a chi possiede un cane in casa, per esempio: l'animale sembra quasi essere 'sintonizzato' con il suo padrone, e al momento che questo sta per tornare a casa, il cane comincia ad eccitarsi, a muovere la coda, a grattare la porta di casa mugulando.
Come è possibile ?  A cosa è dovuta questa particolare precognizione ? A semplici indizi 'olfattivi' o 'sonori' ? O a qualche dote altra, sconosciuta ?
Chi ha studiato meglio di ogni altro questi fenomeni è il professor Rupert Sheldrake, biologo inglese, docente al Clare College di Cambridge, il quale ha deciso di studiare con l'applicazione del metodo scientifico i numerosi racconti di padroni a proposito dei loro animali domestici.
Il risultato è stato un libro, I poteri straordinari degli animali (in Italia pubblicato da Mondadori) nel quale Sheldrake si dice convinto che - prove scientifiche alla mano - gli animali siano dotati di 'poteri particolari'.
Tra i vari casi raccontati da Sheldrake c'è quello della cagnetta Jaytee, di proprietà di una signora inglese, la quale capiva con mezz'ora di anticipo quando la padrona stava per tornare a casa (e quindi senza possibile ricorso a 'segnali' di natura olfattiva o sonora).
Sheldrake dotò l'appartamento della signora inglese, proprietaria di Jaytee, di una serie di telecamere per osservare l'atteggiamento della cagnetta, concludendo - dopo una serie di ripetuti esperimenti - che l'animale riusciva a percepire in maniera 'esatta' il ritorno della padrona a casa con  largo anticipo.
I risultati del lavoro di Sheldrake sono ancora oggetto di discussione da parte della comunità scientifica. Intanto però se volete approfondire l'argomento, cliccate qui:
profilo di Rupert Sheldrake:
Una interessantissima intervista a Sheldrake sui campi morfici (su cui torneremo presto su Mysterium):

Luna News - dal tgLuna "Vietato Vietare"

Usa, il gatto con... il cappello

Fatti a mano dalla designer Amelie

foto Dal Web
15:37 - Vestitini, collari-gioiello, prodotti per la cura del pelo. E da oggi anche cappelli di tutte le forme e di tutti i colori, pensati per ogni occasione. Ai gatti non manca più nulla, grazie a stilisti specializzati nella moda animale come la designer Amelie, che vende online le sue stravaganti creazioni.
Nel sito ToScarboroughFair, infatti, si possono comprare cappelli da strega o da babbo Natale, ma anche sombreri o bombette, tutti rigorosamente fatti a mano. Amelie, originaria di Atlanta, Usa, vende i suoi pezzi unici a partire da 5 euro fino ad arrivare a 27 euro circa. Ma raccomanda i padroni: “Non forzate il vostro gatto a indossare un modello che non gli piace… semplicemente incoraggiatelo”.
 
Commento di LUNA:
"Mah...carini da vedere forse possono anche esserlo i mici con il cappello, ma siamo nati così con i nostri bei baffi, il nostro manto colorato, il nostro sguardo profondo...Se chi ci ha creato avesse ritenuto necessario farci il cappello...lo avremmo di certo avuto!!"

venerdì 16 settembre 2011

Willow, una gatta  scomparsa 5 anni fa in Colorado, negli Stati Uniti, è stata ritrovata a New York e tornerà presto a vivere nella casa della sua famiglia. Come sia arrivata nella Grande Mela, distante più di 1.600 miglia, è un mistero. Ma ora, grazie a un microchip che le era stata impiantato quando era ancora una cucciola è stata identificata e rivedrà presto i suoi padroncini, i signori Squires, che avevano perso la speranza di ritrovarla già da molto tempo."Avevamo già staccato i manifesti e tolto gli annunci da Internet: pensavamo che i coyote di queste zone l'avessero sbranata", ha detto la proprietaria di Willow, Jamie Squires. Jamie e il marito Chris sono rimasti "scioccati" quando hanno ricevuto la telefonata dell'Animal Care & Control (l'associazione che si occupa degli animali abbandonati a New York) che li avvertiva del ritrovamento di Willow.

La micia era stata ritrovata sulla East 20th Street a Manhattan da un uomo che l'ha subito portata al centro per gli animali. "Mio marito ha detto: 'Non dire niente ai bambini, dobbiamo essere sicuri", ha aggiunto la signora Squires, riferendosi ai figli. "Ma poi abbiamo visto la foto, ed era Willow".

I tre figli dei coniugi Squires hanno rispettivamente 17, 10 e 3 anni. Solo due su tre, quindi, ricordano Willow. In casa, inoltre, ci sono anche un labrador giallo chiamato Roscoe, che "conosceva" Willow, e un mastino di nome Zoe. I padroni di Willow hanno spiegato che la felina era scomparsa a fine 2006: in casa c'erano dei lavori e i muratori avevano lasciato la porta aperta. La famiglia, che risiede a Boulder, vicino alle Montagne Rocciose, aveva compiuto tutte le ricerche possibili. Ma non c'era stato niente da fare.

Ora Willow sta bene e ha ripreso peso. E' probabile - raccontano dal centro per la protezione degli animali - che non abbia passato tutto il tempo da dispersa a Manhattan. Però, ancora non ci sono elementi per capire dove sia stata negli ultimi cinque anni.

La Animal Care Control e gli Squires stanno organizzando il viaggio di ritorno in Colorado della micia: probabilmente, in attesa di tutti i certificati medici necessari, serviranno altre due settimane. Nel frattempo, sarà affidata a una famiglia adottiva di New York.

sabato 3 settembre 2011

E' una proposta quella di inserire gatti e cani nello stato di famiglia

La proposta: inserire cani e gatti nello stato di famiglia
Roberto Masia (Pdci) presenta una interrogazione per garantire una maggiore tutela degli animali domestici, anche contro l'abbandono.


La Spezia. Roberto Luciano Masia, capogruppo consiliare per la Sinistra comunisti italiani, presenterà un'interrogazione per richiedere l'inserimento di cani e gatti nello stato di famiglia.
"È scientificamente accertato - dice Masia - che la presenza di un animale domestico all’interno di un' abitazione cambia radicalmente la vita dei loro “ padroni” e ne influenza positivamente la giornata. Di fatto un cane o un gatto o altro animale che sia, che diventa a tutti gli effetti parte dell’ambiente familiare in cui vive , non costituisce quindi una sola mera proprietà, ma la sua presenza trascende l’aspetto materiale e fisico per inglobare quello affettivo e sociale. Allora perché non ufficializzare questa appartenenza?"
"Attualmente solo un parte degli animali domestici in Italia, e precisamente la popolazione canina - ricorda il capogruppo - sono certificati tramite apposita anagrafe. Tenuto conto che la sola iscrizione all’anagrafe canina certifica solo il bene di proprietà, mentre l’iscrizione all’interno dello stato di famiglia garantirebbe una maggiore tutela ai nostri piccoli amici, il provvedimento potrebbe addirittura rappresentare una svolta contro il fenomeno dell'abbandono, che sappiamo costituisce uno dei pericoli più diffusi e difficili da combattere, soprattutto in estate".
"Il provvedimento potrebbe verificare la reale capacità delle famiglie che intendano ospitare un animale domestico - conclude - in rapporto agli spazi effettivamente adeguati alle sue esigenze. Ospitare un cucciolo, infatti, comporta necessariamente tener conto del suo benessere, fisico ed emotivo, richiede tanto impegno e spirito di sacrificio, anche se chi ha fatto questa scelta sa che ogni sforzo è ricompensato ampiamente dall'amore incondizionato che il piccolo amico riesce a donare in modo totalmente gratuito. Il provvedimento se approvato dovrà essere parte integrante del nuovo Regolamento comunale per la Tutela degli Animali, di cui si chiede l’istituzione".

Luna News - dal tgLuna "Vietato Vietare"


Vietato vietare. E' questa la sintesi della proposta di legge della deputata Gabriella Giammanco, Pdl, che vorrebbe cancellare tutti quei regolamenti condominiali che vietano di tenere un animale in famiglia. La deputata è la stessa che ha fatto modificare il codice della strada per obbligare al soccorso dei quattro zampe feriti sull'asfalto. Ad oggi i problemi arrivano se il piccolo «peloso» non è gradito al vicino di pianerottolo, o se il regolamento di convivenza vieta all'origine la presenza di animali. Finora il divieto doveva essere introdotto nel regolamento all'atto del contratto di acquisto: se il costruttore decide per il no all'animale, quando si acquista una casa bisogna tenerne conto. Solo dopo un'assemblea condominiale si può cambiare regolamento, ma non sempre è facile. E qui interviene la nuova legge cancellando la possibilità di divieto all'origine.
«In realtà non è che si litighi poi così tanto per gli animali, però...»: parola di Carlo Parodi, direttore dell'ufficio studi dell'Associazione nazionale amministratori di condominio. Che spiega: « Il problema è che si deve fare attenzione quando si acquista una casa a leggere bene il regolamento condominiale».
Una sentenza della Cassazione infatti ha sancito che si possono inserire tutti i divieti che si vogliono. Allora come fare? «Non ci si può opporre ma devo dire - precisa Parodi - che le difficoltà arrivano se il cane di casa sporca parti comuni o se abbaia anche di notte. Di solito sono ben accolti anche quando il regolamento lo vieta».
Per l'onorevole Giammanco si tratta di introdurre una normativa che possa essere applicata per gli animali da compagnia. Se la legge Giammanco verrà approvata, non ci saranno più problemi per tutti coloro che vorranno tenere cani, gatti, conigli, cavie e altri nei condomini italiani. Salvo per quelle specie per cui è d'obbligo segnalarne la presenza all'Asl.
Per le associazioni animaliste i problemi nascono nelle case degli Enti e in tutte quelle realtà di accoglienza di persone in difficoltà, dove l'animale di casa deve essere lasciato in canili e gattili o peggio per strada.
Nella proposta Giammanco c'è posto anche per una apertura in questo senso: gli animali domestici potranno seguire i propri padroni in caso di ricovero per anziani, in ospedale e in case di accoglienza. Del resto se la pet-therapy è scientificamente riconosciuta come efficace, perché vietare la presenza dei nostri “amici pelosi” in casa?

martedì 30 agosto 2011

Andrebbero più tutelati i micetti neri ;)

Roma, 24 ago. (Adnkronos Salute) - Continua la strage silenziosa di migliaia di gatti neri uccisi ogni anno nel nome della superstizione, di riti esoterici, o semplicemente perché ritenuti portatori di jella. "Dopo la strage di 60 mila gatti di fine anni Novanta, ora la situazione è migliorata ma siamo ben distanti dall'aver superato l'antica superstizione secondo la quale i gatti neri portano sfortuna, e ancora in questi ultimi mesi sono moltissime le segnalazioni di gatti neri scoparsi singolarmente o in gruppi in diverse zone d'Italia". E' quanto sottolinea l'Associazione italiani difesa animali e ambiente (Aidaa), che però ammette la difficoltà di effettuare una stima di quanti siano i gatti uccisi da auto e quelli vittime di riti esoterici o della superstizione, nonostante siano 30 mila i gatti neri scomparsi durante l'ultimo anno.
"A questi numeri stimati vanno aggiunti i gatti neri abbandonati che pullulano nei gattili italiani. Infatti - sottolinea l'associazione in una nota - mediamente, su ogni 100 gatti ospitati, almeno 9 sono neri. Questo vuole dire che tra i circa 250 mila gatti ospitati in gattili e rifugi oltre 22 mila sono neri e sono in cerca di adozione e non è difficile trovare strani personaggi in cerca di gatti neri nei periodi del sacrificio dei gatti che avviene sia nella notte del 1 novembre che nelle notti del solstizio".
L'Aidaa si prepara a festeggiare la sesta edizione del gatto nero day che cade come ogni anno il 17 novembre. Quest'anno la manifestazione si svolgerà uffcialmente a Torino e a Rho in provincia di Milano, dove è anche previsto un dibattito sul 'Ruolo e responsabilità della Chiesa cattolica nel massacro dei gatti neri legati al fenomeno della stregoneria dal medio evo ad oggi'. "Quest'anno vogliamo celebrare la sesta edizione della giornata del gatto nero parlando di storia, ma anche di responsabilità storiche - dice Lorenzo Croce, presidente di Aidaa - per questo abbiamo scelto come sede principale Torino, considerata per antonomasia una delle città del demonio, dove presenteremo il rapporto quinquennale sul massacro dei gatti neri. Mentre a Rho, considerata una delle punte Ovest del pentacolo, si discuterà di responsabilità storiche. La questioni dei gatti neri è tutt'altro che da sottovalutare - avverte - e se qualcuno si ostina a dire che il fenomeno è ridotto solo perché poco visibile, vuol dire che è miope e questo in qualche modo lo rende complice di assassini di mici neri e iettatori".

Unghie e dintorni...atroce questa pratica

Roma, 29 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Non so quanto sia realmente diffusa in Italia, ma sicuramente e' una pratica che in molti Paesi viene applicata. Ed e' doppiamente riprovevole: per prima cosa, e' fortemente menomante per l'animale, che non e' piu' in grado di fare tante cose, come ad esempio arrampicarsi sugli alberi. In secondo luogo, il problema che si tenta di risolvere con la deungulazione puo' essere affrontato con metodiche meno invasive". E' il commento di Pasqualino Santori, presidente del Comitato bioetico per la veterinaria (Cbv), alla denuncia dell'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) secondo cui a migliaia di gatti in Italia vengono strappate le unghie su richiesta dei proprietari, affinche' non graffino e rovinino i mobili o il divano di casa.
Per l'Aidaa la cosiddetta deungulazione, che consiste in una vera e propria amputazione ai piedi dei felini, nonostante sia vietata per legge e' ancora molto diffusa nel nostro Paese. "Il problema del gatto che rovina i mobili e i tappeti - spiega all'Adnkronos Salute Santori, che e' anche medico veterinario comportamentalista - puo' e deve essere affrontato in maniera preventiva, educandolo da subito, prima di tutto, a non mordere e graffiare le mani del proprietario. Se questo non viene fatto e, anzi, si interviene con un'operazione del genere, si altera per sempre il rapporto con l'animale. E se sono presenti o insorgono problemi del comportamento, non verranno mai risolti, perche' tanto il gattino non ha piu' le unghie e non danneggia tessuti e pavimenti".
Da ammonire anche i colleghi veterinari che applicano questa metodica: "Sicuramente agiscono male come persone, oltre che contro il loro codice deontologico", evidenzia Sartori. Insomma, conclude l'esperto, "non si puo' pensare di trattare un animale come una macchina, alla quale aggiungere o togliere dei pezzi".

Bart commenta:
Ci sono mille modi per evitare il problema di farci le unghiette ai mobili, esistono i tiragraffi con le erbe attrattive, ci vuole un pò di pazienza, ma riuscirete a farci fare le unghie solo dove volete senza per questo ricorrere a pratiche così atroci...

domenica 14 agosto 2011

Micino aiuta a cambiare la gomma...

Cambiare una gomma è senz'altro una delle operazioni meno divertenti da effettuare per un'automobilista. Dipende! Se a darci una mano è un delizioso micino rosso il discorso cambia, o no?
Ecco quindi la spassosa sequenza con protagonista un cucciolo di felino alle prese con il "cambio gomme" di un'automobile. Fatta in questo modo, la guerra con bulloni e cric diventa sicuramente più gradevole!

Ferragosto al Bioparco di Roma con gli animali

Roma, 12 ago. (TMNews) - Un Ferragosto diverso al Bioparco di Roma dove si potranno osservare i pasti degli animali in compagnia dello staff zoologico. Ecco il programma diffuso dal popolare giardino Zoologico di Roma. Alle ore 11.00 si svolgerà

il pasto del gruppo di 97 Macachi del Giappone; alle 11.30 sarà la volta dei Lemuri catta, dalla inconfondibile coda ad anelli bianchi e neri.
A mezzogiorno saranno protagoniste le due Elefantesse asiatiche, Nelly e Sofia, mentre alle 12.30 i tre fratelli orsi quindicenni Sandro, Nino e Luca, pranzeranno sguazzando nella loro piscina.
Alle 14.30 sarà organizzato il pasto dei 5 scimpanzé ai quali lo staff zoologico distribuisce canne di bambù ripiene di yogurt e frutta, una forma di arricchimento ambientale che consente agli animali di aguzzare l'ingegno per trovare il cibo.
Per due Ippopotami anfibi (pasto alle ore 15.00) Pipa e Mimì il menu consisterà in mele, erba medica e fieno. Alle 15.30 si svolgerà l'a tu per tu con gli animali della Fattoria; infine, alle ore 16.00 toccherà alle 3 foche grigie, due femmine e un maschio, che in questo periodo arrivano a mangiare in totale 8 kg di pesce al giorno!

venerdì 12 agosto 2011

400 gatti in salvo grazie agli animalisti

PIÙ DI 400 GATTI SALVATI DAGLI ANIMALISTI IN CINA
Un gruppo di animalisti in Cina, volontari di associazioni protezioniste, hanno organizzato uno dei salvataggi più grandi a cui si sia mai assistito nel panorama cinese: oltre 400 gatti detenuti dentro un mercato e destinati a diventare vittime del crudele commercio di pellicce sono ora in salvo e avranno una seconda possibilità di vita.
I gatti erano tenuti nel mercato di Tianjin, all’interno di un magazzino, in condizioni di estrema sofferenza: senza acqua, senza cibo, in pessime condizioni igieniche, terrorizzati, vittime di infiniti abusi, accatastati come oggetti in piccole gabbie metalliche alte 10 centimetri e destinati alla macellazione per diventare pellicce al costo di 2 dollari ciascuna. Arrivato il calar del sole, l’11 Febbraio i volontari, poco più che ventenni, hanno circondato il mercato e protetto con tutte le loro forze i gatti che erano prigionieri, l’operazione e durata circa 4 ore ed al termine non vi era più un solo gatto in tutto il mercato.

La polizia ha rifiutato di sostenere i gruppi a protezione animale perché non esistono leggi che vietino il commercio di cani e gatti: ai commercianti con regolare licenza è permessa la vendita.
Lu Di, Direttore esecutivo e Presidente di “Small Animal Protection Association”, ha riferito: "Tutte queste persone erano stanche di vedere uccisioni continue dietro a porte chiuse e così sono entrate. Sono stati ritrovati gatti accatastati come oggetti dentro minuscole gabbie metalliche. Sono arrivati circa 80 poliziotti e c’è stata una rissa, un uomo è finito in ospedale con un grave trauma cranico ma se la caverà. I nostri volontari che hanno preso parte alla missione non hanno attaccato la polizia".

Xiao Xue , un volontario presente alla missione ha raccontato che il mese scorso erano state ritrovate carcasse di gatti, accatastate vicino al mercato e questi  avrebbero fatto la stessa fine se non vi fosse stato un intervento urgente ed immediato.
Per evitare ulteriori proteste, contrasti e calmare le acque prevenendo ulteriori proteste internazionali, il governo locale della Provincia di Hebei ha permesso che i gatti fossero trasferiti presso il piccolo rifugio gestito dalla signora Lu a Pechino.
444 è il numero totale di gatti tratti in salvo, purtroppo per 19 di loro non c’era più nulla da fare, in quanto la fame, la disidratazione e la debolezza hanno causato il decesso, i restanti 425 in vita sono sotto la protezione di animalisti cinesi: a loro è stato fornito cibo e cure veterinarie.

Per la maggior parte randagi, molti sono gatti sottratti da giardini di proprietà. In questi giorni gli abitanti del posto stanno visitando il rifugio per portare aiuto, cibo, medicine, sostegno economico agli animali e per verificare se tra i 400 gatti salvati dalla morte c’è quello che un tempo era stato il loro amico a 4 zampe che credevano perso per sempre.
Un volontario dell’associazione protezionista presente a Tianjin "Cat Lovers Society" aveva scoperto la situazione di pericolo per i gatti e chiesto aiuto ai media i quali avevano rivolto un appello ai dipartimenti governativi, polizia ed amministrazione commerciale ma non essendoci leggi a protezione animali, non vi era stata alcuna possibilità di intervento.
Ora le associazioni locali stanno procedendo con le verifiche per le adozioni, per fare in modo che la persona che li accoglierà saprà dare loro tutto l’amore e il rispetto che meritano oppure che vi sia la possibilità di un ricongiungimento con la famiglia da cui erano stati sottratti.

Dalla Cina come sempre arriva il più sentito ringraziamento a tutti coloro che forniscono prezioso sostegno firmando petizioni, appelli quando necessari, leggendo e documentando cosa succede, dando così voce ai loro animali: rompendo le barriere del silenzio e svelando cosa succede dietro le porte chiuse, si può rendere giustizia a migliaia di vittime innocenti.
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director

I gattini fortunati ;)

Brutta avventura per quattro gattini, intrappolati nel sottoscocca di un'auto e recuperati ieri pomeriggio da un carrozziere di Lovere. «È il lieto fine di una storia bellissima e incredibile al tempo stesso – racconta ancora stupito Gianbattista Benaglio, carrozziere – non riesco ancora a spiegarmi come abbiano fatto a sopravvivere, perché li ho recuperati in un punto dove l'automobile è molto calda e sfiora i cento gradi. Ho posizionato la vettura sul carro ponte e c'è voluta un'ora e mezzo di lavoro per smontare il sottoscocca. Quando li ho trovati mi sono commosso, non ci speravo. Due erano vicini alla zona del cambio e gli altri due proprio accanto alla marmitta. Erano molto spaventati e sporchi di olio, ma per fortuna vivi. Allora ho telefonato subito alla padrona dell'auto dicendole "sei diventata mamma di quattro gattini“».

Tutto è cominciato nella mattinata di ieri quando Sara Figaroli, giovane mamma di Lovere, ha deciso di uscire di casa per alcune commissioni. «Dovevo andare a Darfo Boario Terme – spiega –. Allora ho preso l'auto e sono partita. Dopo aver percorso pochi metri ho sentito un rumore, come se fosse il miagolio di un gattino. Avevo i finestrini aperti per il caldo e ho pensato che provenisse da fuori. Dopo alcuni chilometri di nuovo lo stesso verso. Allora ho accostato e ho cominciato a cercare dappertutto nell'auto, ma niente. Mi sono rimessa in viaggio e arrivata a destinazione ho parcheggiato. Sono stata via almeno un paio d'ore e poi sono tornata verso casa. Nel viaggio di ritorno non ho sentito più nessun miagolio, allora ho pensato che il gattino fosse uscito da solo durante la mia assenza. Nei pressi di Lovere però, all'improvviso il miagolio è ricominciato. Ho deciso di rivolgermi al carrozziere perché non riuscivo a vedere il gattino, ma lo sentivo lamentarsi. Quando mi ha telefonato il carrozziere e mi ha detto che ce ne erano quattro sono corsa all'officina per vederli. Amiamo moltissimo gli animali in famiglia, quindi ho deciso di portarli in uno studio veterinario in attesa che qualcuno li adotti».

Sono orgoglioso della mia mamma

E anche del mio papà umano Alessio. Oggi erano in auto quando hanno visto un micro micetto bianco e nero attraversare a corsa la strada. Subito si sono fermati, e la mia mamma France è subito corsa per prendere il piccolino che però era terrorizzato...e ha riattraversato a corsa la strada per fortuna non c'era nessuna auto che passava, e la mia mamma alla fine ha seguito il micetto fintanto non è tornato dalla sua mamma gatta che lo aveva perso di vista e lo ha riportato in una cesta in casa sua, da cui si era evidentemente allontanato. France ha avvisato il suo padroncino che così ha messo i micetti al sicuro...insomma sono proprio orgoglioso dei miei due genitori umani ^..^ e sono fortunato a fare parte di questa famiglia non trovate? Miaoooo Bart

martedì 9 agosto 2011

I gatti di Via Mar Nero restano a casa

Condominio di via Mar Nero, il giudice
dà ragione ai gatti: «Devono restare»

Nel 2006 una coppia anti-felini aveva fatto causa alle altre 549 famiglie. L'Aidaa: «Sentenza storica»

la motivazione: «sono animali sociali e possono aggirarsi liberamente negli stabili»
Condominio di via Mar Nero, il giudice
dà ragione ai gatti: «Devono restare»
Nel 2006 una coppia anti-felini aveva fatto causa alle altre 549 famiglie. L'Aidaa: «Sentenza storica»
La «cuccia» per gatti nel condominio di via Mar Nero 13 (Fotogramma)
La «cuccia» per gatti nel condominio di via Mar Nero 13 (Fotogramma)
MILANO - Una cuccia da un metro quadrato, circondata da piante e fiori, sempre pulita: è qui che abitano, nel cortile di via Mar Nero 13, cinque gatti sterilizzati e sotto costante controllo del veterinario. Protagonisti, loro malgrado e a loro insaputa, di una vicenda giudiziaria che andava avanti addirittura dal 2006 tra lettere degli avvocati, visite dell'Asl e tentativi di smantellamento. Già, perché nel 2006 una coppia di inquilini, che i gatti proprio non li sopporta, ha deciso di intentare causa contro tutto il condominio: 549 famiglie. Una recente sentenza del Tribunale di Milano, resa nota da Aidaa, ha dato ragione ai «gattari», tutelando questa e le altre colonie feline della città con la motivazione che i gatti sono «animali sociali» e quindi il loro «aggirarsi liberamente per gli stabili condominiali» non è contrario alle regole, anzi, è in qualche modo un loro diritto. Una sentenza definita «storica» dagli animalisti.
Ora di merenda per i gatti di via Mar Nero (Fotogramma)
Ora di merenda per i gatti di via Mar Nero (Fotogramma)
«NON POSSONO ESSERE ALLONTANATI O CATTURATI»
- La denuncia della coppia antigatti era articolata in 95 punti: si andava dall'«impedimento a respirare aria normale» ai «miasmi», dall'aggravamento di problemi di salute alla lesione di «diritti di rango costituzionale». Si chiedeva la rimozione delle cassette in cui veniva lasciato il cibo, l'allontanamento degli animali e un risarcimento morale agli altri condomini. Ma già nel 2006 gli ispettori dell'Asl non avevano riscontrato problemi: «Gli operatori non hanno percepito odori di sorta »; «la piccola colonia è censita e controllata » (rapporto del 20 dicembre 2006). «La decisione del giudice civile - sottolinea l'Aidaa, associazione italiana difesa animali e ambiente in un post su Facebook - richiama per la prima volta le normative della Legge 281, riconoscendo che i gatti sono animali sociali che si muovono liberamente e che quindi "i gatti che stazionano e vengono alimentati nelle zone condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo"».
PERICOLO IN ESTATE - La sentenza è importante anche perché, a differenza di quanto accade a Roma, a Milano le colonie feline sono quasi tutte condominiali. L'unica all'aperto in centro era quella del Castello, «sfrattata» dopo i lavori di ristrutturazione. «Si tratta di una sentenza che rende giustizia a tanti amanti degli amici felini - dice Leila Nur, vicepresidente di Aidaa -. Abbiamo deciso di diffonderla perché poco nota e perché proprio in questo periodo estivo nelle grandi città le colonie feline sono facile bersaglio di condomini che in agosto, approfittando dell'assenza di chi si prende cura di loro durante l'anno, cercano di allontanarli, a volte addirittura catturandoli. Speriamo che questa sentenza serva finalmente da deterrente».

giovedì 4 agosto 2011

Ma povero micione...

Kurt Engel, cacciatore di Melbourne, avrebbe abbattuto un grosso puma nero nei pressi dell' East Gippsland Shire. Una notizia eccezionale, tenendo in considerazione il fatto che un animale del genere (un grosso mammifero carnivoro) non avrebbe dovuto esistere in Australia.
La dichiarazioni dell'uomo, il quale ha mostrato anche dei frammenti di pelo e di coda dell'animale, sono state rilasciate pochi giorni fa alla ABC. Mike Williams, specialista in criptozoologia del Centre for Fortean Zoology, ha fatto analizzare i campioni in possesso di Engel. Con risultati ancora più sorprendenti.

Il DNA corrisponderebbe a quello di un colossale gatto. Leggende di enormi felini sono piuttosto diffuse nei dintorni di Melbourne. Si narra che alcuni lavoratori delle miniere d'oro nello stato del Victoria, intorno al 1850, avessero puma e pantere come animali da compagnia. Qualcuno dice che gli animali furono importati dai soldati americani durante la seconda guerra mondiale.

In questo caso, però, si parla di creature tanto misteriose quanto inafferrabili. Il dr John Henry, della Deakin University, crede fermamente nell'esistenza di questi animali, "contro ogni ragionevole dubbio".
L'Herald Sun, un paio di anni fa, scrisse di uno studio governativo segreto su una probabile colonia di gatti giganti.
Tuttavia, il Dipartimento dell'Agricoltura ha dichiarato che non c'è nulla "che provi in maniera coincisa l'esistenza di gatti insolitamente grandi".

Perplessità sono state espresse dopo le analisi effettuate sul pelo anche dal dottor Hans Brunner, uno dei maggiori esperti in materia. Dopo aver stabilito che l'animale è effettivamente un gatto e non un puma o una pantera, si è chiesto come mai il cacciatore ne abbia gettato la carcassa in un fiume anziché conservarla per farla analizzare. Engel, inoltre, avrebbe anche scattato alcune foto, ma senza inquadrare alcun punto di riferimento che aiuti a rendersi conto delle reali proporzioni della belva.

Il cacciatore, a queste obiezioni, ha risposto con una semplice alzata di spalle: "in quel caso, deve essersi trattato del gatto più grande del mondo".
MUP è un cairormone rilasciato dai gatti, avvertito dai topi genera in loro stress e paura
Al solo odore di gatto, i topi prendono subito la fuga. Ma, paradossalmente, devono la salvezza al gatto stesso, che si fa sentire rilasciando la "molecola della paura". Questa molecola, identificata da Lisa Stowers e Fabio Papes dello Scripps Research Institute diretti, è un ormone presente nelle urine del gatto (chiamato MUP) e fa trasalire i topolini appena l'avvertono nell'aria. La scoperta, resa nota sulla rivista Cell, suggerisce che il cervello dei topolini è settato per rispondere a quell'odore con la paura e quindi con la fuga.
Disattivando il loro "sensore nasale per MUP, i roditori, invece, se ne rimangono tranquillamente fermi al loro posto anche quando si trovano di fronte un gattone per nulla rassicurante. Finora si conoscevano bene i ferormoni, ormoni liberati nell'aria che servono a individui di una stessa specie per comunicare (per esempio durante il corteggiamento). La sostanza scoperta da Papes, invece, fa parte dei meno noti "cairormoni", simili ai ferormoni ma mediatori di messaggi tra animali di specie diverse. Il cairormone rilasciato dai gatti avverte i topi e li induce a scappare incutendo in loro stress e paura. I gatti lo liberano con le urine e così "maldestrament" lanciano tracce della propria presenza ai topolini che hanno imparato a captare il segnale e restano in grado di farlo anche dopo moltissime generazioni trascorse in laboratori di ricerca, dove non vi è odore di gatto lontano un miglio.

mercoledì 3 agosto 2011

“
Dove vanno i gatti di casa quando escono?”
Uno studio ha seguito per due anni le abitudini dei felini randagi e di proprietà liberi di muoversi
nell'ambiente

Cosa fanno i gatti randagi e i gatti di proprietà liberi di vagabondare quando sono fuori dalla nostra vista? Uno studio della durata di due anni ha seguito le abitudini quotidiane di questi soggetti utilizzando la radio-telemetria e un sofisticato dispositivo di localizzazione per catturare le abitudini di 42 gatti di proprietà e randagi (nell’Illinois, USA).
Nel complesso, i 42 gatti adulti si spostavano su un territorio di 25 km
Il raggio medio di spostamento rispetto a casa per questi soggetti era di circa 0,02 km
hanno un certo livello di dipendenza dall'uomo. La sovrapposizione dei territori occupati
dai gatti randagi e di casa può destare problemi ambientali e di salute degli animali e potenzialmente anche dei loro proprietari, osservano gli autori. In un precedente studio sui gatti randagi, due delle principali cause di morte erano gli altri gatti e le malattie. Questi stessi problemi possono interessare i gatti di casa vaganti. Inoltre i gatti possono ammalarsi anche attraverso il contatto con le specie selvatiche.
². Come atteso, nella maggior parte dei casi i gatti randagi si spostavano su un territorio più ampio rispetto ai gatti di casa ed erano più attivi nel corso dell'anno. Tuttavia, l'estensione del raggio di spostamento di alcuni dei gatti randagi ha sorpreso anche i ricercatori. Un soggetto maschio aveva un raggio di spostamento di circa 5 km². La maggior parte dei gatti randagi veniva avvistata in ambienti sia urbani sia rurali molto vari. I gatti di casa avevano territori di spostamento significativamente più limitati e tendevano a restare più vicini a casa.². Tuttavia, alcuni dei proprietari erano sorpresi di apprendere quanto si spostassero i loro animali da casa. Questi soggetti si spostavano nonostante dormissero o fossero in bassa attività per il 97% del tempo. In media, occupavano solo il 3% del loro tempo in occupazioni altamente attive, come correre o scovare una preda. I gatti randagi erano invece molto attivi per il 14% del loro tempo. I gatti randagi devono procacciarsi il cibo e la loro attività è significativamente maggiore durante tutto l'anno, soprattutto in inverno. Anche il tipo di territori utilizzati durante l'anno differiva tra i gatti. I gatti di casa vagavano in maniera casuale in habitat diversi, mentre i gatti randagi avevano abitudini stagionali. In inverno, questi ultimi stavano più vicini alle aree urbane rispetto a quantoatteso. Durante l'anno passavano molto tempo nei campi. La maggior parte dei gatti di questo studio rimaneva all'interno di un'area di circa 300 metri di distanza dalle strutture umane. Anche i gatti randagi stavano sempre nelle vicinanze di un edificio.Ciò dimostra che anche i gatti randagi
 
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